La Flora e la fauna
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La Flora
Tamerici
Nome scientifico: tamarix gallica
Famiglia: tamaricaceae
Etimologia: il nome tamerice, deriverebbe dalla parola greca "scopa", i rami legati, si possono usare per ramazzare.
Aspetto: è un arbusto spesso cespuglioso, qualche volta assume le dimensioni di un albero e può raggiungere i 5 - 6 metri. la corteccia è scura, i rami sono sottili e allungati.
Foglie: sono ridotte al minimo e disposte a spirale su rametti piccoli, sono sessili, di forma triangolare, piuttosto carnosette, prive di peli, hanno un apice acuto.
Fiori: sono piccoli, bianchi - rosa con 5 petali e 5 stami.
Habitat: cresce nelle zone rivierasche e lungo alcuni fiumi, specialmente nell'Italia meridionale.
Note colturali: li rametti della tamerice si raccolgono in aprile - maggio quando le foglie sono ben sviluppate e si eliminano le parti dure o lignificate; la corteccia si raccoglie in marzo aprile, staccando i rami di 2 -3 anni.
Curiosità: secondo alcune teorie il nome sardo di questa pianta ha dato origine al nome "Tramatza"
Salice
Nome scientifico: salix purpurea
Famiglia: salicaceae
Etimologia: dal latino salicen che proviene dal greco elike, riconducibile a saras = acqua, sarit = fiume, sarani = scorro poichè il salice vuole molta acqua scorrevole.
Aspetto: alberi e arbusti anche a rami ricadenti. Corteccia grigia e screpolata, raggiunge i 24 metri di altezza.
Foglie: sono sempre intere, ovali e lineari
Fiori: riuniti in spighe, più o meno appariscenti. spesso appaiono prima dela formazione delle foglie. Talvolta si presentano in involucri a forma di gemma, pelosi, argentati e molto ornamentali.
Frutti: capsule uniloculari con numerosi semi, minuscoli e pelosi.
Habitat: greto dei fiumi e dei torrenti, margini delle paludi, dal piano alle zone montane, dell'Europa centrale e meridionale.
Note colturali: dato il rapido sviluppo, i salici non sono adatti ad essere coltivati in vaso.
Terapeutica tradizionale: per le sue capacità astringenti e antisettiche, il suo decotto viene utilizzato nelle dispepsie e nella diarrea.
Giunco
Nome scientifico: Juncus Famiglia: juncaceae Etimologia: dal latino juncus, il nome deriva dal verbo latino giungere, cioè legare e rispecchia l'uso che si faceva di questa pianta ieri e oggi.Aspetto: pianta erbacea perenne, cespitosa. I fusti sono rigidi, acuti pungenti all'apice.
Fiori: di color bruno riuniti in infiorescenze a glomerulo terminanti con una brattea acuta.
Habitat: cresce in zone sabbiose ed umide ed in ambienti salmastri. Altri usi: il giunco veniva utilizzato per la fabbricazione di crivelli, CHIBIRUSU, veniva utilizzato anche per legare la vite, e tutto quanto c'era da legare nella vita dei campi. Ora il suo uso è molto limitato poichè è, stato soppiantato dalle rafie sintetiche.
Osservazioni: è una pianta erbacea perenne, con numerose radici tuberose e carnose riunite in fascetti. Il fusto è ramificato e alto fino a trenta cm. Può essere sdraiato, ascendente ed eretto.
Curiosità: un erborista inglese del xvii secolo, usò quest'erba per curare la figlia da una infezione delle ghiandole del collo.
Iris
Nome scientifico: pselidacorus iris
Famiglia: iridaceae
Etimologia: il nome iris in greco significa arcobaleno per la sua varietà di colori che abbelliscono i giardini nelle diverse tonalità di giallo, viola, blu, bianco. Il nome latino dal greco Iris = Eros.
la varietà selvatica è di colore giallo
Foglie: sono lucide e di colore verde scuro, hanno numerose nervature parallele.
Fiori: i petali sono tutti gialli e di diverse dimensioni.
Habitat: vive in terre umide, o dove le acque sono profonde come canali o paludi, fiorisce da aprile maggio.
Note colturali: la fioritura cambia a seconda della specie, si coltiva in terra o in vaso.
Terapeutica tradizionale: non esiste a livello locale, un utilizzo nel campo medicinale. Altrove, invece, si ricavano oli essenziali usati in profumeria e in farmacia.
Curiosità: il nome scientifico iris è di origine molto antica, anche gli Egiziani e i romani coltivavano queste piante e ne ricavavano medicine e cosmetici.
L'iris viene chiamato anche giaggiolo o iris fiorentino.
Narciso
Nome scientifico: narcissus tazetta
Famiglia: amarillidaceae
Etimologia: il nome narcisus deriva dal greco " narkao" che significa stordito, con riferimento all'acuto profumo dei fiori.
Foglie: partono direttamente dalle radici. Sono lunghe e strette, di colore verde scuro.
Fiori: ha un singolo verticillo a tepali di color giallo chiaro, circondati da una tromba a corona color giallo.
Frutto: è una capsula che si fende in tre parti, la corteccia è persistente.
Habitat: assai diffusi nei terreni paludosi.
Note colturali: devono essere coltivati nel terreno.
Curiosità: l'origine dei narcisi è legata al bellissimo giovane che si innamorò dela propria immagine dopo essersi specchiato nell'acqua.
Ranuncolo
Nome scientifico: ranunculus ficaria
Famiglia: ranuncolaceae
Etimologia: il nome ranunculus deriva dal latino e la radice rana sottolinea che varie specie vivono nei luoghi frequentati da questi animali.
Foglie: in parte disposte a rosetta e in parte inserite nel fusto, di consistenza carnosa.
Fiori: sono solitari su lunghi peduncoli , la corolla è formata da un numero variabile di petali, da 6 a 12.
Frutti: è formato da numerosi acheni ovoidali, con l'apice acuminato, inserite sul ricettacolo.
Habitat: cresce dal mare alle regioni montane e in tutte le zone umide, compresi i fiumi.
Note colturali: le radici si raccolgono a febbraio marzo prima della fioritura separandole dal resto della pianta e lavandoli per eliminare la terra.
Terapeutica tradizionale: il ranuncolo contiene alcaloidi, è necessaria dunque una certa precauzione nell'uso che è preferibile affidare a persone esperte.
Altri usi:la polpa si applica sulle vesciche . Le radice se sottoposte a cottura prolungata, diventano consistenti come patate e si possono mangiare.
Osservazioni: è una pianta erbacea perenne, con numerose radici tuberose e carnose riunite in fascetti. Il fusto è ramificato e alto fino a trenta cm. Può essere sdraiato, ascendente ed eretto.
Curiosità: un erborista inglese del xvii secolo, usò quest'erba per curare la figlia da una infezione delle ghiandole del collo.
Tife
Nome scientifico: typha
Famiglia: tifaceae
Aspetto: pianta erbacea lunga 135 -230 cm.
Foglie: lineari.
Fiori: il feminile è un'infiorescenza bruna, a forma di salsiccia, il maschile è collocato alla sommità del fiore femminile e fiorisce da giugno ad agosto.
Habitat: zone umide, stagni, canali e fiumi.
Usi: in passato, i frutti cotonosi della tifa erano usati per imbottire i materassi, mentre con la paglia impermeabile si intrecciavano ceste, sedie e fiaschi. era anche la materia prima per la fabbricazione delle stuoie.
Usi: oggi, gli steli della tifa sono usati come elementi decorativi per composizioni secche. .







